Il mio inferno personale

Se c’è una cosa che non sopporto è chi, dopo essere rimasto in fila per dieci minuti, una volta giunto alla cassa non ha ancora deciso cosa cazzo prendere.

Sì, parlo di quegli stronzi che in fila al bar del cinema sciorinano conoscenze estetiche e filosofiche ad alta voce per poi arrivare davanti ad una cassiera e non essere in grado di decidere tra un pop corn medio o un pacco di Cipster.

Voglio dire, capirei la tua indecisione se ti presentassero davanti un mandingo di 2 metri e Vladimir Luxuria e ti chiedessero: da chi preferisci farti inculare?

(io sinceramente sceglierei il mandingo, l’idea di farmi inculare da un uomo con le fattezze di una donna ma che assomiglia ancora terribilmente ad un uomo mi darebbe un tale mal di testa)

E mentre tu, a denti stretti, ti infili le unghie nelle cosce per evitare di strappargli il frenulo linguale e infilarglielo così in alto nel culo da rimetterglielo a posto, quello guarda spaesato il cartellone appeso dietro la cassiera, incapace di proferire altro che flebili mugugni.

Io confido che ci sia un girone speciale all’inferno per questo tipo di persone.

Lo immagino tipo un quiz a premi condotto da Amadeus, con Rosy Bindi a fare la velina.

Il concorrente/dannato viene posto di fronte a complicate scelte esistenziali quali:

–          Cappuccino o latte macchiato?

–          Big Mac o Crispy MacBacon?

–          Coca Cola zero o Coca Cola light?

–          Maurizio Costanzo o Bruno Vespa?

–          Maria De Filippi o Barbara D’Urso?

Ogni qual volta il concorrente/dannato impiegasse troppo a rispondere, il concorrente/dannato sarebbe obbligato a fare delle spugnature alla calda, soffice e unta pancia di Giuliano Ferrara.

Perché scrivo questo?

Semplice, stasera vado a vedere Lo Hobbit e giuro sui baffi di D’Alema che se quello davanti a me, uno volta giunto il suo turno, non ha ancora deciso cosa prendere, gli infilo un pacchetto di mentos in gola e una bottiglietta di Coca su per il culo e lo scuoto sino a quando non salta in aria in un tripudio di schiuma giallognola e appiccicaticcia.

L.

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