Il limbo studentesco

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Il limbo dello studente è un luogo orribile ma incredibilmente accogliente e difficile da abbandonare.

Non tutti sono in grado di raggiungere questo luogo mitologico che si colloca tra sogno e realtà, al di fuori delle concezioni di tempo e spazio che sono comunemente riconosciuti.

Lo studente medio non vuole studiare, è risaputo. Le pressioni sociali, la speranza di un futuro migliore, l’idea che tutto sommato sarai un mantenuto ancora per diversi anni, spingono i giovani a proseguire gli studi senza alcuna voglia o reale interesse nello studio.

Possiamo biasimarli?

Gli esami sono la cosa meno umana che mente bipede e quadrupede abbia mai partorito. Professoroni geniali, saggi, saccenti, ignoranti, allupati, brutti, affascinanti, stupidi, stronzi, pelati e vecchi si alternano davanti al povero studente e lo giudicano per le poche parole che preso dall’emozione riuscirà a biascicare davanti a queste personalità dai nomi altisonanti.

Giorni passati davanti a enormi tomi scritti microscopicamente, sotto piccole abat-jour, mentre fuori il mondo continua a vivere senza che il giovane studente ne faccia parte.

E la parte più orribile è che il mondo se ne sbatte se tu non prendi parte a questa mirabolante girandola che è la vita.

Il mondo se ne sbatte. Capite?

Voi siete chiusi nella vostra spoglia stanzetta e il mondo se ne frega.

Trovo che da parte sua sia un atteggiamento quantomeno insensibile.

Presi dallo sconforto nel sentire la loro scrivania scricchiolare sotto il peso dei volumi che si accumulano, gli studenti hanno un’ unica speranza di salvezza.

No, non tornare a studiare.

E nemmeno uscire per prendere parte a quella spaventosa moltitudine di forme, profumi e colori che è il mondo.

Il limbo.

Il limbo è la risposta a tutte le richieste degli studenti.

La migliore rappresentazione fisica che si può fare del limbo è il divano. Il divano ci coccola, non ci giudica, le puntate di CSI e di Breaking Bad si susseguono sullo schermo piatto del 35 pollici di casa e le immagini ci rincuorano e ci sussurrano parole di conforto.

Il limbo è senza tempo. È un’entità mistica.

Il tempo non scorre in minuti mortali, le distanze scompaiono, i doveri ammutoliscono e anche le necessità erotiche si affievoliscono.

Nel limbo tutto è più bello.

Persino le puntate di OC ai nostri occhi ci appaiono come fonte di assoluta verità. Appagano la nostra sete di conoscenza.

Il limbo ci fa stare bene, è un mondo parallelo in cui le parole di Licia Colò ci illuminano più delle critiche di Kant e degli scritti di Spinoza.

Il limbo è il bene e il mondo esterno fa paura. Le scadenze, le incombenze, i doveri, i sensi di colpa nel limbo smettono di esistere.

Le discussioni sul lifting testicolare di George Clooney, le quote Snai su chi sia il vero padre della Pia Fico, quante volte alla settimana Boateng si infiocina la Satta, queste sono le cose che placano il nostro cervello.

Dio benedica la Tv spazzatura.

Scorrettamente, L.

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