Quel gran pezzo dell’Italia, tutta nuda e tutta calda

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“Ti prego dammelo, sono tutta bagnata” mi gridava desiderosa, ma io col cazzo che le avrei lasciato il mio ombrello.

Più o meno è questo il modo in cui trattiamo il nostro paese.

Le elezioni si avvicinano e per me è la prima volta alle politiche.
Ho votato altre volte, è vero, ma non è la stessa cosa.
È come la prima volta che si fa sesso. Da adolescenti ci si prepara, si seguono allenamenti estenuanti per conto proprio, ma quando arriva il momento decisivo non si è mai preparati.

Mi sento come Fantozzi in quello spezzone di “Fantozzi subisce ancora”, dove, in vista delle elezioni politiche, il buon Ugo si chiudeva in casa a documentarsi nel tentativo di non prendere la solita inculata dalla classe politica.

http://www.youtube.com/watch?v=sFv9M-BC1GM

Era il 1983, sono passati trent’anni, ma le impressioni rimangono le stesse.
Da qualunque parte ci voltiamo veniamo soffocati da valanghe di promesse e proposte, ma sotto sotto, noi sappiamo che alla fine della fiera, lo si prenderà in quel posto.

Siamo ormai ciechi alle porcherie che ci circondano.
“Così vanno le cose, così devono andare” cantava Giovanni Lindo Ferretti, e ci siamo ormai rassegnati al monotono susseguirsi delle nefandezze italiane.

In pieno delirio elettorale e distrutto dallo sforzo psico-fisico di arrovellarmi tra partiti, partitini, capolista, esponenti di spicco, segretari, comizi politici e tribune elettorali sono finito a guardare un documentario.

Ed è con la stessa riluttanza con cui presenterai a Joe Bastianich la disgustosa pasta al tonno che mi preparo quando sono a casa da solo, che vorrei invitarvi a guardare questo stesso documentario.
La mia riluttanza nasce dal fatto che a scriverlo, è stato un inglese.
Un inglese che parla dell’Italia fa girare un po’ i coglioni.

L’orgoglio italiano viene fuori in due sole occasioni: i mondiali di calcio e quando uno straniero parla male di noi.

Insomma, noi possiamo spalarci merda addosso, abituati come siamo alle nostre schifezze, ma se un straniero si azzarda a dire qualcosa di storto riguardo il nostro bel paese, ci prendono i 5 minuti che neanche Gordon Ramsey quando gli presenti un filetto crudo.

Il documentario si chiama “Girlfriend in a coma” e rappresenta uno spaccato dell’Italia più lucido di quello che noi stessi saremmo in grado di fornire.
Osservare da un punto di vista esterno la merda in cui ormai ci siamo abituati a galleggiare è piuttosto angosciante, ma può anche essere incredibilmente illuminante.

Avrei voluto mettervi il link al film completo su youtube, ma ovviamente è appena stato rimosso, inoltre, essendo in campagna elettorale, il docu-film non viene proiettato nelle sale cinematografiche.

Dio, che bel paese che è l’Italia.

E non c’è sarcasmo in quello che dico, l’Italia sarebbe davvero un bel paese e gli Italiani un popolo incredibile. Siamo stati in grado di fare alcune tra le più grandi meraviglie della storia.
Ma siamo stati anche i protagonisti di alcune delle più grandi nefandezze che il mondo abbia mai dovuto sopportare.

Tipo la Multipla.

Ora, prima di cadere in una retorica che sarebbe decisamente scontata (cosa che probabilmente ho già fatto ), vi ringrazio e vi saluto.

Così, senza nemmeno una logica conclusione.

Scusate, ma devo andare a scandagliare del materiale riguardo al partito di Cicciolina, pare che abbia un programma elettorale non indifferente.

L.

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