Ho smesso di fumare. Vivrò una settimana di più e in quella settimana pioverà a dirotto.

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Ho deciso di cambiare stile di vita e sono terribilmente risoluto.
Non parlo di smettere di fumare, quella è una questione di poco conto, il mio è un disegno molto più grande.
Ho deciso di vivere una vita lunga e noiosa.

Seguitemi in questo ragionamento così banale e semplice che persino Luca Giurato sarebbe in grado di esporre chiaramente.

Se è vero che il tempo ci sembra scorrere più velocemente quando ci si diverte, mentre quando ci si rompono i coglioni i secondi e minuti sembrano dilatarsi più delle cosce della Santanchè, perché non annoiarsi a morte e lasciare che il tempo scorra lentamente?

La vita si allungherebbe notevolmente, almeno per quel che riguarda la percezione che abbiamo di essa.

Le giornate diventeranno infinite e la vista di Bruno Vespa diverrà per voi fonte di gioia perché indicatrice che un’altra giornata di merda è giunta al termine.

Al che l’obiezione che potrebbe sorgere spontanea è: ma se vedendo Bruno Vespa si prova un sintomo di gaiezza, in quel momento, il tempo non ricomincerebbe a scorrere normalmente?
La risposta è no.

Un recente studio dell’ Università di Houston ha dimostrato che è fisiologicamente impossibile provare gioia di fronte alla faccia di Bruno Vespa.
Un campione di mille soggetti è stato messo di fronte a 5 minuti di porta a porta.
Dopo 15 secondi di trasmissione i livelli di fenilmetilamina e di serotonina nei soggetti era calato bruscamente.
Dopo 32 secondi il 40% ha cominciato a provare malessere esistenziale.
Allo scoccare dei 5 minuti il 50% ha cercato di cavarsi gli occhi, mentre il restante 50% aveva cercato di cavarli al dottore che conduceva l’esperimento.

Condurre questo tipo di vita non è così semplice, richiede impegno e costanza.
Sono necessari tanti piccoli accorgimenti che rendano le vostre vite disgustose in ogni piccolo istante, ma che non ve le rendano così insopportabile da meditare il suicidio.

Svegliarsi con wwwmipiacitu dei Gazosa, perdere l’autobus per pochi secondi, dimenticare l’ombrello a casa, pranzare bevendo coca cola tiepida, ascoltare le dichiarazioni di Capezzone, leggere l’editoriale di Filippo Facci, pestare una pozzanghera, ascoltare D’Alessio e la Tatangelo sotto la doccia, frequentare forum su Justin Bieber, fare sesso solo con fini procreativi e guardarsi la filmografia di Nino D’Angelo sono solo alcuni esempi di come peggiorarvi la vita.

Ho anche assunto il cantante dei Modà come personal trainer, ogni volta che sto per divertirmi comincia a cantare “Se si potesse non morire” accarezzandosi il petto e fissandomi con sguardo sensuale.

Persino cagare tendo a non renderlo un piacere.
Il trucco è non andare in bagno quando si ha lo stimolo ma aspettare che la vostra stitichezza diventi cronica costringendovi all’uso di una purga.

Ora però è meglio che smetta di scrivere, perché non vorrei provare gratificazione per qualcosa che ho fatto.
Infatti nel caso provassi autocompiacimento rischierei di tornare ad apprezzare la vita, in quel caso mi troverei costretto a ricorrere alla mia ultima risorsa: guardare uno strip-tease integrale di Rosi Mauro.

La tengo legata al letto di camera mia pronta per ogni evenienza.

L.

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Perdersi nell’iperuranio

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Come un John Belushi incredibilmente sottopeso e biondo, ieri, ho visto la luce.
In un inusitato momento di lucidità ho stretto tra le mani la chiave di volta del pensiero filosofico occidentale.
Già sognavo apprezzamenti incondizionati da parte della comunità culturale europea, una vittoria sicura al Nobel e la mia foto sulla copertina del Times come uomo dell’anno.

Invece è successo quello che capita sempre quando si crede di aver raggiunto il Nirvana: il geniale pensiero che aveva folgorato la vostra mente, saettante come Speedy Gonzales dopo essersi fatto in vena di Red Bull, è sparito. Volatilizzato. Deflagrato.

Ieri sentivo di aver riassunto l’essenza del mondo in un unico folgorante aforisma e oggi non ricordo nemmeno su cosa vertesse la mia esistenziale riflessione.

Per un attimo ho cullato il miraggio di essere il padre di una perla filosofica di rara bellezza e invece il sogno si è infranto in milioni di pezzi talmente piccoli che nemmeno la mia nonna appassionata di puzzle sarebbe in grado di ricomporre.

Fin da quando ero bambino nutro il sogno di far riecheggiare il mio nome tra le generazioni future.

Ho sempre sperato di essere l’autore di un’impresa straordinaria, essere ricordato come l’uomo che ha partorito l’idea più geniale del XXI secolo.
Un concetto, una trovata, un aforisma, un qualcosa di talmente banale e geniale che leggendo o guardando o toccando o assaggiando il prodotto del mio sublime intelletto chiunque si sarebbe interrogato sul perché non ci avesse pensato prima lui.
Una perla di bellezza talmente pura che le sarebbe mancato solo un difetto per essere perfetta.

E invece oggi, triste giorno, la mia testa non riesce a partorire altro che pensieri profondi quanto un aforisma di Fabio Volo.

Forse è l’ora che mi comperi un taccuino.

L.

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Le difficoltà intestinali del PD

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Sì, il titolo non è un errore. Non volevo parlare di difficoltà intestine, ma di vere e proprie difficoltà intestinali.

La sinistra è in quella situazione che io chiamo “l’impossibilità di defecare”.

Sarò un po’ grezzo, quindi se tra di voi c’è qualche spirito sensibile vi invito a chiudere la pagina e ad andare a guardare la Melevisione.
Che poi, anche la Melevisione è incredibilmente grottesca.
È un potente trip da acido in cui la peluria di Lupo Lucio e la chiara dipendenza da psicofarmaci di Tonio Cartonio inquietano quanto Mara Venier struccata.

Comunque…

La sinistra non riesce a fare quella grossa. Ha una costipazione fisiologica che non le permette di liberarsi definitivamente.

Avete presente una di quelle mattine in cui andate in bagno con l’intenzione di cominciare la giornata alla grande?
Defecazione, nuovo record a Ruzzle, piccole abluzioni, grandi abluzioni…

Però non appena abbassate i pantaloni e il vostro sedere si appoggia sulla fredda tazza del water il campanello suona interrompendovi nel bel mezzo del vostro piccolo piacere mattutino.

Vi alzate, vi tirate su i pantaloni alla meno peggio e raggiungete il citofono solo per scoprire che il vostro voluttuoso e peccaminoso atto è stato interrotto da alcuni testimoni di Geova.
Dopo aver risposto male e riattaccato vi sedete nuovamente sulla tazza per concludere la vostra eroica impresa, ma vi rendete conto che manca la carta.
Stizziti ed innervositi vi ritirate su le braghe per andare a raccattare dei tovaglioli in cucina.

E quando sembra che ormai finalmente sia tutto pronto, il momento è passato e sarete costretti a passare tutta la giornata con un blocco intestinale che vi precluderà la possibilità di fare una qualunque cosa.

Ecco, il PD si sentiva vincitore, se lo sentiva che questa era la mattinata buona, che finalmente si sarebbe liberato.
Dopo anni in cui la sinistra si era dovuta accontentare di piccoli peti scarsamente soddisfacenti era giunto il momento della grande cagata.
Ce l’avrebbero fatta, avrebbero governato il paese, avrebbero dimostrato di saper vincere.

E invece…

La colpa è loro, certo, avrebbero dovuto controllare prima se c’era o meno carta igienica in bagno, ma non potevano certo arginare l’arrivo dei testimoni di Geova sotto casa loro.

Per la cronaca, i testimoni di Geova sono i Grillini.

Grillini che pendono dalle labbra del loro capo, che comunica con loro attraverso il sacro etere, e che mi fanno venire un nervoso addosso che neanche 50 cagate di piccione in testa una in fila all’altra.
Senatori Grillini che non sanno nemmeno dove si trova il senato, che non sanno come viene eletto il presidente della repubblica, che senza l’aiuto del loro capo supremo non saprebbero nemmeno allacciarsi le scarpe.
Movimento 5 stelle che presenta un programma elettorale ridicolo quanto guardare un video di gente che prende delle botte sui testicoli dopo essersi fatti una canna.

Il risultato?

La sinistra è ora costretta a chiedersi: meglio una supposta o una purga?

In ogni caso la soluzione non sarà certo piacevole per loro.
Speriamo almeno che sia efficace.

L.

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Quel gran pezzo dell’Italia, tutta nuda e tutta calda

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“Ti prego dammelo, sono tutta bagnata” mi gridava desiderosa, ma io col cazzo che le avrei lasciato il mio ombrello.

Più o meno è questo il modo in cui trattiamo il nostro paese.

Le elezioni si avvicinano e per me è la prima volta alle politiche.
Ho votato altre volte, è vero, ma non è la stessa cosa.
È come la prima volta che si fa sesso. Da adolescenti ci si prepara, si seguono allenamenti estenuanti per conto proprio, ma quando arriva il momento decisivo non si è mai preparati.

Mi sento come Fantozzi in quello spezzone di “Fantozzi subisce ancora”, dove, in vista delle elezioni politiche, il buon Ugo si chiudeva in casa a documentarsi nel tentativo di non prendere la solita inculata dalla classe politica.

http://www.youtube.com/watch?v=sFv9M-BC1GM

Era il 1983, sono passati trent’anni, ma le impressioni rimangono le stesse.
Da qualunque parte ci voltiamo veniamo soffocati da valanghe di promesse e proposte, ma sotto sotto, noi sappiamo che alla fine della fiera, lo si prenderà in quel posto.

Siamo ormai ciechi alle porcherie che ci circondano.
“Così vanno le cose, così devono andare” cantava Giovanni Lindo Ferretti, e ci siamo ormai rassegnati al monotono susseguirsi delle nefandezze italiane.

In pieno delirio elettorale e distrutto dallo sforzo psico-fisico di arrovellarmi tra partiti, partitini, capolista, esponenti di spicco, segretari, comizi politici e tribune elettorali sono finito a guardare un documentario.

Ed è con la stessa riluttanza con cui presenterai a Joe Bastianich la disgustosa pasta al tonno che mi preparo quando sono a casa da solo, che vorrei invitarvi a guardare questo stesso documentario.
La mia riluttanza nasce dal fatto che a scriverlo, è stato un inglese.
Un inglese che parla dell’Italia fa girare un po’ i coglioni.

L’orgoglio italiano viene fuori in due sole occasioni: i mondiali di calcio e quando uno straniero parla male di noi.

Insomma, noi possiamo spalarci merda addosso, abituati come siamo alle nostre schifezze, ma se un straniero si azzarda a dire qualcosa di storto riguardo il nostro bel paese, ci prendono i 5 minuti che neanche Gordon Ramsey quando gli presenti un filetto crudo.

Il documentario si chiama “Girlfriend in a coma” e rappresenta uno spaccato dell’Italia più lucido di quello che noi stessi saremmo in grado di fornire.
Osservare da un punto di vista esterno la merda in cui ormai ci siamo abituati a galleggiare è piuttosto angosciante, ma può anche essere incredibilmente illuminante.

Avrei voluto mettervi il link al film completo su youtube, ma ovviamente è appena stato rimosso, inoltre, essendo in campagna elettorale, il docu-film non viene proiettato nelle sale cinematografiche.

Dio, che bel paese che è l’Italia.

E non c’è sarcasmo in quello che dico, l’Italia sarebbe davvero un bel paese e gli Italiani un popolo incredibile. Siamo stati in grado di fare alcune tra le più grandi meraviglie della storia.
Ma siamo stati anche i protagonisti di alcune delle più grandi nefandezze che il mondo abbia mai dovuto sopportare.

Tipo la Multipla.

Ora, prima di cadere in una retorica che sarebbe decisamente scontata (cosa che probabilmente ho già fatto ), vi ringrazio e vi saluto.

Così, senza nemmeno una logica conclusione.

Scusate, ma devo andare a scandagliare del materiale riguardo al partito di Cicciolina, pare che abbia un programma elettorale non indifferente.

L.

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Erection day 2.0

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All’urlo di “In culo al bipolarismo” sono 215 i partiti che si contenderanno le tanto ambite poltrone.

Ormai ci sono più partiti politici che poesie di Bondi. E forse il male minore sono le poesie di Bondi.

Se non fosse che per ogni voto in loro favore i partiti ricevono 5 euro di rimborso elettorale, ci sarebbe di che divertirsi.

Vi invito ad armarvi di pop-corn e dare un’occhiata alla lista. Lo so, forse ungerete la tastiera del pc, ma ne sarà valsa la pena.

Qui il link per arrivare ai contrassegni: http://www.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/25/2013_01_21_Contrassegni_Ammessi_2013.pdf

Il dubbio è lecito: pura goliardia, bastardi che cercano di scippare qualche euro alle casse dello stato o reale volontà di governare il paese (“tanto, se c’è Scillipoti in parlamento, perché non potrei esserci io”)?

Nello scorrere la lista si passa dal piangere sommessamente per il nostro bel paese alle risate più grasse e sincere. Tipo un romanzo di Moccia: involontariamente tragicomico.

Alcuni di loro sono entrati diritti nel mio cuore più di un calcio rotante di Chuck Norris nel costato del cattivone di turno.

N° 4 e n°35: Partito pirata. (Nostalgia del Jolly Roger o semplice apologia di Marco Pantani?)

N° 14: Sacro romano impero liberale cattolico. (Carlo Magno vive!)

N°26 e n°181: Lista civica IO NON VOTO e VOTO D’ASTENSIONE.( Andate alle urne e votate un partito che vi intima a non votare, ossimori degni di Leopardi, altro che dolce naufragar)

N°45: Unione sudamericana emigrati italiani. (Più samba per tutti!)

N°33: Movimento poeti d’azione. (Ci si trova alle 5 che si vanno a lanciare volantini dal cielo di Vienna, partiamo presto che poi si deve tutti andare a scrivere dei sonetti.)

N°28: Donne per l’Italia. (Non più solo per Silvio)

N°29: Partito internettiano. (Vincitore indiscusso del nome più brutto e del simbolo più inguardabile)

N°54: Fratellanza donne. (perché usare il termine sorellanza era troppo femminista anche per noi)

Due perle di rara bellezza:

N°90: Forza Roma. (Capitan futuro, resta con noi!)

N°164: Forza Lazio. (Aò, noi c’avemo Klose, i rapporti con la culona inchiavabile non potranno che essere ottimi)

N°96: i socialdemocratici-federalisti per l’euromediterrano. (Più che un partito una supercazzola)

N°119: Movimento Bunga Bunga. (Credo voterò loro)

N°133: Gay di destra. (Perché non c’è mica solo mr. Zeppola)

N°158: Unidos (tres, un pasito pa’delante, Maria)

N°167: Cittadini attivi. (L’altra faccia dell’omosessualità)

N°168: Disoccupati per l’Italia. (Noi altri si era in cassa integrazione e non si sapeva che fare. Quindi abbiam fondato un partito.)

E per concludere il mio preferito. Il partito più amato da svariate generazioni di segaioli incalliti.

N°81: DNA-Democrazia Natura Amore. Il partito di Cicciolina! Colei che di amore per la natura se ne intende.

Ora, io capisco che la pluralità di opinioni sia importante, ma negli Stati Uniti hanno 50 stati e 2 partiti. Noi per quale diavolo di motivo dobbiamo avere 1 stato e 215 partiti?

E più che altro, perchè dobbiamo avere 215 simboli di partito così brutti?

Causticamente, L.

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Erection day

PicMonkey Collage

La par condicio è giusta per un semplice motivo: se non ci fosse, fare il comico in Italia, sarebbe davvero troppo facile.

Fare satira in Italia è scontato quanto una bestemmia in diretta di Massimo Ceccherini.

Insomma, guardiamoci in faccia, negli Stati Uniti ancora prendono per il culo Clinton per un semplice pompino. Qua in Italia invece, gli scandali sessuali sono talmente frequenti che tra un po’ la Gabbanelli per fare uno scoop sarà costretta a fare un servizio su un presidente di regione che NON si scopa dei transessuali.

Ritengo dunque che costringere in ferie i comici durante le elezioni sia la cosa più giusta da fare.

Anche perché le campagne elettorali sono già così esilaranti di per loro che qualunque commento risulterebbe superfluo.

Ad esempio ieri sono stato incuriosito da questo volantino  pro Bersani che recitava: “vinci con le parole giuste” e sotto c’era l’immagine di Ruzzle dove veniva composta la parola diritti.

Preso da sgomento sono corso sul sito del PD a controllare che quello non fosse davvero il volantino elettorale di Bersani e, con scarso sollievo, ho scoperto che il volantino ufficiale era un altro.

Ora, io non ci capirò un cazzo di politica e di comunicazione, ma ritengo che le campagne elettorali ricoprano un ruolo non indifferente su quello che è il risultato delle elezioni, quindi io mi chiedo come mai sembra sempre che le campagne del centro-sinistra siano gestite da scimmiette ammaestrate sotto effetto di metanfetamina.

La notte, talvolta, ancora bagno il letto sognando Bersani, Renzi, Tabacci, Vendola e la Puppato che vagano per le vie del paese in aderenti tutine azzurre.

Forse memori di questo abominio, i geniali comunicatori del centrosinistra, hanno deciso di fare un volantino più morigerato: un Bersani di tre quarti su fondo grigio che si frega le mani mentre la sua testa è sovrastata da deprimenti frasi ad effetto.

Pare che da quando i manifesti hanno cominciato a circolare su internet il tasso di suicidi degli elettori del centro-sinistra sia aumentato del 37%.

Se il centro-destra sale nei sondaggi è solo a causa del numero di elettori Bersaniani che si riduce di giorno in giorno.

Pare inoltre, che da un sondaggio condotto su un campione di orfani, il 50% di loro abbia affermato che la tristezza provata nell’osservare i manifesti del PD fosse seconda solo a quella della perdita dei loro cari.

Il restante 50% si è chiusa in un mutismo dovuto allo shock.

Ritenendo che ormai il fondo fosse stato toccato oggi ho riaperto il sito del PD e vi ho trovato questo.

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 Tralasciando il fatto che credo si tratti dell’attacco politico più ridicolo della storia (persino un gattino leucemico e lobotomizzato saprebbe essere più aggressivo), quello su cui mi voglio soffermare è il sottile e delicato gioco di parole: Axelrod – AxlRose

Per chi non lo sapesse Axelrod è l’uomo che cura la campagna elettorale di Monti.

AxlRose è ormai solo un ciccione coi capelli unti che un tempo cercava di cantare.

Ora, io sono ore che cerco di trovare un senso a ciò che sto osservando, ma l’unico risultato che ho ottenuto è un forte mal di testa dovuto ai colori del banner.

Ma ovviamente non è solo il centro-sinistra a risultare grossolanamente ridicolo.

Per esempio trovo che di personaggi grotteschi come Grillo ne esistano veramente pochi.

Io a tutt’oggi non ho ancora capito se quelli sono i suoi capelli, oppure se la sua testa è stata presa di mira da un organismo parassitario che si nutre del suo populismo.

Per non parlare delle sue occhiaie. Ho un amico tossico che al confronto sembra avere occhi di fata.

Ma al di là del piccolo dittatore genovese ci sono altri personaggi meritevoli della mia attenzione.

Per esempio amo Giannino. Da quando c’è lui che fa le sue comparsate in televisione ho smesso di guardare “come ti vesti”.

Una leggenda metropolitana vuole che quando Enzo Miccio incontrò Oscar per la prima volta, si sia inginocchiato davanti a lui, abbia cominciato a lavargli le scarpe usando le lacrime che sgorgavano copiose dai suoi occhi ricchi di ammirazione e poi gliele abbia asciugate con una sciarpa di Burberry.

Tutto questo senza smettere, tra i singhiozzi, di appellare Giannetto col titolo di “maestro.

Per quel che riguarda Lui, il secondo più grande puttaniere che abbia vissuto a Milano, mi astengo dal commentare. Non biasimatemi, ma sarebbe banale come un gol in fuorigioco di Inzaghi.

Vorrei invece concludere parlando del partito che più di tutti mi ha scaldato il cuore.

Meglio di una sigaretta dopo il sesso.

Meglio dell’odore del napalm al mattino.

Meglio di una maratona del signore degli anelli.

La Lega Nord, mi spiace, ma non conosce rivali nell’intrattenimento multimediale.

Se avete il coraggio e se vi volete fare del male andate sul sito della Lega.

Si vocifera che Fidel Castro, vedendo il sito si sia strappato le vesti e piangendo abbia ordinato ai cubani di erigere nel centro di L’Avana una statua gigante di Calderoli.

Buona visione.

http://www.leganord.org/

Sadisticamente, L.

PS: se vi steste chiedendo chi fosse il più grande puttaniere che sia mai stato a Milano, mi riferisco a Ivan Zamorano.

Le zoccole milanesi ancora lo ricordano con affetto.

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Il limbo studentesco

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Il limbo dello studente è un luogo orribile ma incredibilmente accogliente e difficile da abbandonare.

Non tutti sono in grado di raggiungere questo luogo mitologico che si colloca tra sogno e realtà, al di fuori delle concezioni di tempo e spazio che sono comunemente riconosciuti.

Lo studente medio non vuole studiare, è risaputo. Le pressioni sociali, la speranza di un futuro migliore, l’idea che tutto sommato sarai un mantenuto ancora per diversi anni, spingono i giovani a proseguire gli studi senza alcuna voglia o reale interesse nello studio.

Possiamo biasimarli?

Gli esami sono la cosa meno umana che mente bipede e quadrupede abbia mai partorito. Professoroni geniali, saggi, saccenti, ignoranti, allupati, brutti, affascinanti, stupidi, stronzi, pelati e vecchi si alternano davanti al povero studente e lo giudicano per le poche parole che preso dall’emozione riuscirà a biascicare davanti a queste personalità dai nomi altisonanti.

Giorni passati davanti a enormi tomi scritti microscopicamente, sotto piccole abat-jour, mentre fuori il mondo continua a vivere senza che il giovane studente ne faccia parte.

E la parte più orribile è che il mondo se ne sbatte se tu non prendi parte a questa mirabolante girandola che è la vita.

Il mondo se ne sbatte. Capite?

Voi siete chiusi nella vostra spoglia stanzetta e il mondo se ne frega.

Trovo che da parte sua sia un atteggiamento quantomeno insensibile.

Presi dallo sconforto nel sentire la loro scrivania scricchiolare sotto il peso dei volumi che si accumulano, gli studenti hanno un’ unica speranza di salvezza.

No, non tornare a studiare.

E nemmeno uscire per prendere parte a quella spaventosa moltitudine di forme, profumi e colori che è il mondo.

Il limbo.

Il limbo è la risposta a tutte le richieste degli studenti.

La migliore rappresentazione fisica che si può fare del limbo è il divano. Il divano ci coccola, non ci giudica, le puntate di CSI e di Breaking Bad si susseguono sullo schermo piatto del 35 pollici di casa e le immagini ci rincuorano e ci sussurrano parole di conforto.

Il limbo è senza tempo. È un’entità mistica.

Il tempo non scorre in minuti mortali, le distanze scompaiono, i doveri ammutoliscono e anche le necessità erotiche si affievoliscono.

Nel limbo tutto è più bello.

Persino le puntate di OC ai nostri occhi ci appaiono come fonte di assoluta verità. Appagano la nostra sete di conoscenza.

Il limbo ci fa stare bene, è un mondo parallelo in cui le parole di Licia Colò ci illuminano più delle critiche di Kant e degli scritti di Spinoza.

Il limbo è il bene e il mondo esterno fa paura. Le scadenze, le incombenze, i doveri, i sensi di colpa nel limbo smettono di esistere.

Le discussioni sul lifting testicolare di George Clooney, le quote Snai su chi sia il vero padre della Pia Fico, quante volte alla settimana Boateng si infiocina la Satta, queste sono le cose che placano il nostro cervello.

Dio benedica la Tv spazzatura.

Scorrettamente, L.

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